Se vuoi fare un passo avanti devi perdere l’equilibrio per un attimo
Massimo Gramellini

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA)

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) hanno registrato, negli ultimi anni, un progressivo incremento tanto da rappresentare un fenomeno di grande allarme sociale, soprattutto nei Paesi industrializzati, come l'Italia. Si tratta di un complesso di forme morbose a patogenesi multifattoriale, caratterizzate da un'alterazione del comportamento alimentare e da un rapporto problematico con il proprio corpo e la propria identità.

Rientrano tra i Disturbi del Comportamento Alimentare: l'Anoressia Nervosa, la Bulimia Nervosa, e il Disturbo da Alimentazione Incontrollata, e Altri Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati in cui rientrano il grave sovrappeso e l'obesità psicogena.

I pazienti con D.C.A. esprimono attraverso l’uso dei sintomi le loro difficoltà affettive, dal pericolo psicologico dell’assunzione di un’identità sessuale tipica delle crisi adolescenziale fino ai casi più gravi in cui la minaccia investe il senso d’identità nella sua interezza. Il corpo diventa un bersaglio e un veicolo per  esprimere il proprio disagio  emozionale. Il linguaggio dell’incorporazione o del suo rifiuto sembrano esprimere sia il bisogno che l’angoscia di un rapporto con l’altro non altrimenti possibile.

La complessità e la multifattorialità delle cause che li determinano richiedono un approccio terapeutico multidisciplinare che possa rappresentare una risposta efficace a tali caratteristiche cliniche.

Il trattamento è stato progettato dalla nostra associazione attraverso la collaborazione continuativa di diverse figure professionali: psicologi-psicoterapeuti, nutrizionista, allenatore sportivo in modo da integrare le rispettive competenze all'interno del gruppo di lavoro nella definizione degli obiettivi e delle strategie di intervento.

Spesso la domanda di aiuto non è esplicita, e le persone vengono con l’urgenza di risolvere un sintomo, ma spesso sono già carichi di precedenti fallimenti.

Il compito psicoterapeutico preliminare e impegnativo con questi pazienti “difficili da raggiungere”, consiste nel rendere possibile una domanda di aiuto. Lo scopo è quello di promuovere l’accesso alla consapevolezza delle difficoltà psicopatologiche che si nascondono dietro i sintomi e di costruire una alleanza che permetta loro di non sentirsi più soli. È necessario creare uno spazio mentale, dato dall’ appoggio del gruppo,  in grado di contenere le angosce di cambiamento.

La presa in carico da parte dell’equipe multidisciplinare permette di impostare un programma di trattamento personalizzato che aiuti a rendere efficace tutto il percorso diagnostico-terapeutico e consenta di migliorare lo stato di salute psicofisica della persona.

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