Ognuno è un genio. Se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi,
lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido
Albert Einstein

A2M - AliMentAzione
PERCORSO ALIMENTARE PER IL RIEQUILIBRIO DELLA MENTE E DEL CORPO

Nella vita il cibo rappresenta un costante compagno di viaggio nei vari processi di crescita perché rappresenta simbolicamente affetto, conforto fino a trasformarsi in un condizionamento profondo: “mangia e sarai felice!”, non è casuale che si mangi prevalentemente dopo le 18.00, infatti, prima di quell'ora la nostra parte adulta è attivata, indaffarata, creativa, riflessiva, più tardi, il giusto relax cerca la compagnia di gratificazioni. Spesso la vita sentimentale (amici, parenti, amanti..) si dimostra insufficiente, i conflitti ci impediscono una soddisfacente vita sociale, le censure amplificano il nostro sentimento d’inadeguatezza e ci sentiamo soli, al punto da attivare il bambino affamato d’affetto che è dentro di noi. Si crea un mondo d’astrazioni, una profonda suggestione che pervade la mente e la voracità orale prende possesso fino a spezzare l’armonia delle parti.

Il cibo si riveste, quindi, di molteplici significati affettivi sociali e culturali (cibo = amore veicolato in prima istanza dal latte materno, cibo legato alla particolare atmosfera dell’ora di pranzo in famiglia, cibo segno di livello sociale, cibo come segno di appartenenza ad un gruppo attraverso le abitudini alimentari).

La comprensione della qualità del rapporto tra cibo e corpo è, quindi, un mezzo di accesso e di manifestazione di quelli che sono i nuclei dell’essere umano, e può rappresentare una chiave di lettura per ristabilire l’unità psicosomatica dell’individuo.

Riappropriarsi della capacità di gestire la propria alimentazione è una strada importante per giungere alla comprensione di se stessi.
Affrontare un disturbo alimentare significa non solo intervenire per modificare abitudini alimentari inadeguate, ma confrontarsi con un senso di mancanza di identità, di vuoto, di nullità che caratterizza la personalità del paziente che ne soffre.

Le possibilità di successo di una dieta sono subordinate al fatto che sia stata intrapresa per iniziativa personale e che si modifichi contemporaneamente la dinamica personale, altrimenti il mangiare troppo può diventare esso stesso l’unico gesto di indipendenza e di ribellione che rafforza un circolo chiuso.

La complessità dei fattori eziologici rende necessario non considerare la persona con un disordine alimentare il solo responsabile del problema. Indispensabile è strutturare un intervento che si fondi su rispetto, dignità, comprensione, empatia, incoraggiamento, tempo e impegno professionale e che consenta di ottenere una soluzione a lungo termine del disturbo alimentare. Gli obiettivi sono, dunque, la perdita di peso, il riequilibrio delle abitudini alimentari, l’eliminazione dei sintomi compulsivi e l’elaborazione dei vissuti cognitivo-emotivi sottostanti.

Nello specifico l’intervento è teso a:

1) aumentare, per un tempo significativamente lungo, la compliance del paziente nel seguire la dieta e nel modificare le sue abitudini alimentari;
2) migliorare la qualità di vita del paziente attraverso una maggiore consapevolezza e stima di sé, un miglioramento dell’immagine corporea e una miglior cenestesi acquisita con il trattamento.

INTERVENTO TERAPEUTICO

1.Diagnosi del paziente: anamnesi psicologica e medica

L’intervento inizia con una prima fase diagnostica, costituita da colloqui clinici ed informativi con le varie figure professionali che costituiscono l'equipe di lavoro, tesa a formulare l’anamnesi psicologica e medica del paziente. Si tratta di un momento fondamentale che consente di: accogliere il paziente; raccogliere le informazioni necessarie a formulare un’ipotesi diagnostica e l’eventuale idoneità al percorso; analizzare i bisogni; creare un clima di fiducia e sostegno che gli permetta di riconoscere il suo disagio nei diversi aspetti biologico-costituzionale, psicologico, di personalità, socio-culturale; valutare e promuovere la motivazione.

2.Trattamento terapeutico:

Il percorso terapeutico prevede una metodologia complessa che si avvale di diversi strumenti d’intervento:

    • trattamento psicoterapeutico
    • programma nutrizionale
    • training psico-motorio.

Il trattamento psicoterapeutico avviene in gruppo ed è finalizzato al decondizionamento dei comportamenti compulsivi e al rinforzo della motivazione alla dieta; alla presa di coscienza della differenza tra immagine del corpo ideale e reale in funzione di un processo di accettazione della propria corporeità; alla rappresentazione concreta delle modificazioni corporee con percezione gradevole della sperimentazione di questo nuovo corpo;alla proiezione nel futuro dei benefici secondari che il nuovo corpo procurerà; al rinforzo dell’Io.

Il gruppo psicoterapeutico prevede l’utilizzo di diverse tecniche terapeutiche tra cui esperienze percettivo-motorie, tecniche proiettive, giochi di ruolo, tecniche di rilassamento ed ipnositerapia mediante un protocollo di visualizzazioni. 

L’ipnosi induce nel paziente un rilassamento profondo, con aumento della suggestionabilità e sospensione del giudizio critico. Una volta che il paziente è in stato di trance ipnotica, si crea una prevalenza delle funzioni rappresentativo-emotive su quelle critico-intellettive, e si possono dare suggestioni terapeutiche per incoraggiare cambiamenti nel comportamento o sollievo dei sintomi. Durante lo stato ipnotico la mente conscia presenta meno difese ed al paziente possono essere dati comandi post-ipnotici con lo scopo di sostenere la suggestione ipnotica prescelta.

Lo stato di rilassamento profondo favorisce l’attività immaginativa, il recupero delle risorse interiori, la predisposizione al cambiamento senza peraltro mirare alla sola rimozione del sintomo. Le ricerche hanno evidenziato, infatti, che si ottiene una stabilizzazione del peso attraverso un recupero della forza dell’Io che porta al cambiamento, da cui consegue una nuova percezione dell’immagine corporea, una perdita dell’importanza del cibo come valvola di scarico dello stress e come compensazione di altre istanze istintuali represse.

Sono previsti un ciclo di incontri a cadenza quindicinale della durata di 2 ore in un arco di tempo di 9 mesi.
Il programma nutrizionale ed il programma psicomotorio saranno progettati in relazione alle tue specifiche necessità.

Destinatari

Il percorso terapeutico è indicato a soggetti con disturbi alimentari e problematiche legate a dispercezione psico-corporea tra cui soggetti con:

1) condotte alimentari compulsive come la sindrome del mangiar di notte e la sindrome bulimica;

2) disturbi della percezione dell’immagine corporea;

3) complicazioni psicologiche caratterizzate dalla comparsa di lieve ansia depressione e irritabilità. 

In tutte queste tipologie di disturbi è presente una compromissione della qualità del rapporto tra cibo e corpo che conduce ad un uso improprio del cibo (condotte compulsive o restrittive) e allo sviluppo ed al mantenimento di varie forme di disagio che coinvolgono la loro area personale e sociale; è, inoltre, comune la tendenza ad enfatizzare il negativo, a vivere sentendosi rifiutati e portatori di un marchio, ad interiorizzare abitudini negative costruendo, conseguentemente, una cattiva immagine di sé. Come conseguenza di tutto ciò, spesso, si associano al disturbo alimentare sensi di colpa ed insoddisfazione per il proprio corpo e stati depressivi che possono rappresentare sia la causa che l’effetto del disturbo alimentare.

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